Il
mio nome é Sandra. Quando (avere) avevo dieci annni
(frequentare) frecuentavo la quarta elementare. Al mattino (alzarse) mi
alzavo alle sei e mezza e (prepararsi) mi preparavo per
andare a scuola. (Fare) facevo colazone anche se cosí
presto non (avere) avevo motla fame, ma la mamma (insistere) insisteva
che (dovere) dovevo mangiare se no, a scuola, non (combinare) combinavo
niente. A me, invece, l’appetittito (venire) veniva verso le
dieci, all’ ora dell’ intervalo e quello che mi (portare) portavo da casa
non mi (bastare) bastava mai.
A
mezzogiorno (passare) pasava la mamma a prendermi e
(pranzare) pranzavamo appena (arrivare) arrivavamo a casa.
A
l pomeriggio, generalmente (fare) facevo i compiti e poi (guardare)
guardavo
la T.V. Peró, due volte alla settimana, (dovere) dovevo andaré in
piscina per la lezione di nuoto. A me non (piacere) piaceva ma, i miei
(sostenere) sostevano che questo esercizio (essere) era
necesario per la mia salute. Quando mi (venire) veniva il
raffreddore, la mamma non mi (mandare) mandavo a nuotare ed io
allora (essere) ero felice anche se non (stare) stavo bene di
salute. Sovente (desiderare) desideravo persino di
ammalarmi per evitare di nuotare. Chissá perché gli adulti certe cose non le
possono capire!
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