domingo, 7 de abril de 2019

Dispersione scolastica, in Italia è legata alla povertà. Qualche proposta per superarla.


Che dimostrano che l’italia meridionale è fanalino di coda del Belpaese in termini di tussi di abbandono scolastico prima della scuola dell obbligo. Le regioni settentrionali hanno una migliore performance, ma non mancano gli elementi di criticita. Povertà educativa non significa solo alto tasso di abbandono della scuola dell’obbligo, ma anche bassa quota di bambini che vanno all’asilo.
L’Unione europea indica la lotta alla dispersione scolastica fra gli obiettivi chiave di Europa 2020 ( Secondo Europa dispersiane scolastica non superiore al 10 %).
Europa 2020 può essere descritta come il cuore e lánima della costruzione europea, mentre il Trattato di Maastricht e il Fiscal Compact, con i loro indicatori di stabilità monetaria, finanziaria e fiscale, rappresentano la testa del pregetto europeo. Anche se poi è una testa girata un po a destra, in direzione monetarista, poiché presuppone che sia sufficiente garantire la stabilitá monetaria e finanziaria per avere la crescita economica, ci che non è, se non secondo alcune scuoe ultra-liberiste di pensiero económico. In un certo senso, c’è una contraddizione fra Europa 2020 e i vincoli di Maastricht. poiché per raggiungere gli obiettivi d. Europa 2020 occorre anche spendere in infrastrutture materiali ed immateriali, ciò che è in evidente contrasto con l’obiettivo del pareggio di bilancio, dato l’alto livello di debito pubblico dei Paesi periferici
Come mostra la figura seguente (dati Istat), Il tasso di dispersione italiano per i giovani di eta compresa fra i 18 u i 24 anni è sceso fra il 2013 e il 2014 al di sotto del target italiano ( 16 % ) , ma è ancora di 4 punti percentuali superiore al target europeo ( 10 % ) . In realtà sono sopratutto gli uomini il “problema”,  poiché le donne già a partire dal 2016 si avvicinano all’ 11%, non molto lontano dal livello di altri Paesi europei. E questo un altro dei campi dell'istruzzone nei quali le donne surclassano gli uomini anche in Italia
 La dispersione, soprattuto maschile, è legata alla povertà delle famiglie. I rgazzi spessö lasciano per motivi economici: devono contribuire ale magre finanze familiari. Bisogna far capire alle famglie più povere che una gallina domani può essere migliore di un uovo oggi. Tuttavia, dato l’orizzonte temporale spesso assai limitato delle scelte dei giovani è importante riuscere a comprenderé che incentivi anche economici esternì a quelli scolastici potrebbero avere un effetto importante per le famiglie più povere e bisognose.
Forse, l’assegnazione di un sussidio anche solo di centro euro al mese legato alla frequenza scolastica dei bambini appartenenti alle fimiglie più bisognose (diciamo nella no-tax area) potrebbe aiutare Sarebbe più di cuanto quanto un bambino riesce a guadagnare lavorando in nero. Nell'età della scuola superiore, il sussidio potrebbe essere legato allo svolgimento di un’attività apprendistato, come nel modello tedesco, Grazie alt'apprendistato scolastico che è tn contratto a tre (datore di lavoro, studente e scuola), con uno stipendio medio di circa 600 euro, l’abbandono scolastico in Germania riguarda ormai quasi solo alcune fasce dinuovi immigrati e, perció, con importanti problemi di integrazione sociale, culturale e lingüística prima ancora che scolastica.
Altro indicatore di povertà educativa è la percentuale bassissima dei bambini che frequentano l'asilo Quasi noove bambini su dieci ( 87 % ) non vanno all'asilo nido o non frequentano servizi per la prima infanzia. In Calabria e Campania solo l’1,2 % e il 2,6 % rispettivamente può accedere a questi servizi. Il miglior risultato si registra in Emilia Romagna, dove la copertura di servizi per la prima infanzia non supera, però, il 25,6 % .
Questo risnitato dipende principalmente dala insufficiente offerta di asili nido, soprattutto quelli pubblici, poiché quelli privati corrispondono più da vicino alle esigenze della domanda pagante, anche se a causa della scarsa offerta pubblica i costi di quelli privati sono altissimi e sono più alti al sud che al cenfro-nord. La maggiore offerta pubblica del Centro-Nord, un'offerta anche di maggiore qualità, spiega probabilmente anche i minori costi dei servizi privati di asilo al Nord
Si pensi che secondo una indagine Istat recente il costo per bimbo di un asilo pubblico tocca i 3-400 Ca Trento e i 2.950€ a Roma per scendere giù fino a 67Ca Catanzaro e31 a Reggio Calabria. È chiaro che, con tutti i suoi limiti, il costo e un indicatore della qualià. I fondi europei Mezzogiorno potrebbero essere nsati in modo massiccio per ridurre questo gap infrastrutturable rispetto al resto del Paese, come chiede l'Ue. 


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